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ottobre 31 2016

Qualcuno si stupirà. Questo sito, il mio, dedicato alla Chiea di Gerusalemme, dopo mesi di silenzio si è svegliato. Sono successe infatti nel patriarcato  latino di Gerusalemme tanti eventi. Li ho seguiti. Qualcuno li hò inseriti a suo tempo. Ma poi sono rimasto in attesa  dei segnali  del nuovo ministero definito dall'amministratore apostolico, S.  Excc Mons Pizzaballa che ha preso la responsabilità pastorale da sua beatitudine il patriarca Twal Fouad ora emerito. Ho aperto questa pagina riservandola proprio alle scelte e agli eventi pastorali della chiesa latina  nella città San ta. In particolare seguirò passo dopo passo S. Ecc. za Mons. Shomali al quale invio un grato sentimento amicale nel Signore asssicurandogli la memoria nell'orazione quotidiana a nostro Signore.

E qui pubblico un suo intervento.

Pubblicato il 31 Ott 2016 i

Bruxelles festeggia la Madonna
 della Palestina

Bruxelles festeggia la Madonna della Palestina

 

BRUXELLES – 15 ottobre 2016, la Luogotenenza del Belgio a Bruxelles celebra la Madonna della Palestina, alla presenza del vescovo di Gerusalemme, mons. William Shomali e dell’Amministratore Generale del Patriarcato latino di Gerusalemme, don Imad Twal.

La celebrazione della Madonna della Palestina è stata l’occasione per festeggiare e ringraziare del dono dei 35 anni di matrimonio di Nathalie e Bertrand de Ferriers, Cavalieri del Santo Sepolcro.

Durante la sua omelia, il Gran Priore della Luogotenenza, mons. Jean Kockerols ha annunciato che la città di «Gerusalemme, nel suo insieme, è il simbolo della speranza per i cristiani, come di Israele. E che a portare questa speranza è la Chiesa di oggi». Prosegue e conclude dicendo che «la Chiesa, seguendo Maria, testimonia la speranza degli uomini. Lei si è fidata delle promesse di Dio. Ci insegna a vedere oltre il visibile. Si affida tutta a Dio. Perché lei sa che lui, il Salvatore degli uomini, fa nuove tutte le cose».

Il viaggio in Belgio è stata l’occasione per mons. Shomali, vicario a Gerusalemme e Palestina, di tenere una conferenza sul futuro della presenza cristiana in Terra Santa. Ha detto: «È certo che la presenza dei cristiani in Terra Santa dipende anche dal destino dei loro fratelli e sorelle nei paesi arabi vicini». Oggi, i cristiani palestinesi rappresentano meno del 2% della popolazione di Israele e Palestine. Egli ha aggiunto che «il futuro della comunità cristiana dipende da diversi fattori». Fattori interni che riguardano gli stessi cristiani come l’educazione alla fede, la solidarietà e la comunione tra i cristiani. Vanno superate le divisioni tra i cristiani, è necessaria l’apertura verso l’Islam e l’ebraismo così come il supporto dell’ordine del Santo Sepolcro. Per quanto riguarda i fattori esterni si tratta della pace e della solidarietà, della libertà religiosa e di quella di coscienza, la radicalizzazione dell’Islam e l’intrusione dell’Occidente negli affari del Medio Oriente. Ha concluso che «Il futuro dei cristiani arabi in Medio Oriente si tinge di incertezza».

Anche padre Human Khzouz e padre Shawqi Baterian erano presenti a Bruxelles per tutte le celebrazioni.

In Terra Santa, la festa della Madonna della Palestina sarà invece celebrata a Deir Rafat presso il convento delle suore di Betlemme, domenica 30 ottobre 2016.

Vivien Laguette

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Lunedì 7 novembre 2016
Una notizia che merita un'attenzione particolare. Per un credente quanto è successo  al Santo Sepolcro sul quale si sta lavprando è evento importante sia dal punto di vista storico che da quello della fede. Dal sito del patriarcato latino   

 

Portata alla luce la roccia originale della Tomba di Cristo: “rivivere lo stupore delle sante donne il mattino della Resurrezione”

Portata alla luce la roccia originale della Tomba di Cristo: “rivivere lo stupore delle sante donne il mattino della Resurrezione”

 

GERUSALEMME – Per la prima volta dopo circa cinquecento anni, la lastra di marmo che copriva la tomba di Cristo è stata completamente tolta mercoledì 26 ottobre 2016 durante i lavori di restauro dell’ edicola del Santo Sepolcro. Sotto questa lastra, un’altra di epoca crociata e al di sotto ancora la roccia originale  nella quale è stata rinchiusa la tomba di Gesù.

La lastra di marmo del Sepolcro era già stata parzialmente spostata nel 1809, ma è solamente nel 1555, in occasione di precedenti lavori di restauro dell’Edicola che era stata completamente tolta. Capi di diverse Chiese, alcuni religiosi e qualche persona importante erano presenti questo mercoledì 26 ottobre 2016 per ammirare e venerare la roccia originale della Santa Tomba. A causa di questa delicata operazione, l’ Edicola era stata chiusa al pubblico. Le telecamere e le macchine fotografiche del National Geographic erano presenti per garantire la copertura mediatica dell’avvenimento.

Monsignor William Somali, Vicario Patriarcale di Gerusalemme, non ha potuto nascondere la commozione: “E’ molto toccante sapere che la Tomba di Cristo, la cui pietra era stata rotolata duemila anni fa nel giorno della Resurrezione, si trova di nuovo esposta alla luce. E’ un’emozione del tutto spirituale. Dal punto di vista sia biblico che archeologico questa esposizione risveglia la nostra curiosità e ci rende ansiosi di conoscere maggiormente la storia di questa Tomba nei secoli.”

Il Vescovo aggiunge:” all’improvviso questo evento ci fa rivivere il primo stupore delle donne che si sono recate alla Tomba il mattino della Resurrezione. La roccia originale sulla quale è stato deposto il Cristo è davvero là sotto e la Tomba è davvero vuota. Perché non è più lì. Egli è veramente resuscitato. Questa è la nostra fede.”

All’apertura della tomba un odore soave si sarebbe diffuso all’interno di tutta la Basilica del Santo Sepolcro. Contemporaneamente, secondo le testimonianze riportate dalla Custodia di Terrasanta, si sarebbero  presentati dei disturbi magnetici che avrebbero ostacolato la rilevazione istantanea delle misure scientifiche.

“Ci saranno delle lunghe analisi scientifiche, ma potremo finalmente essere in grado di vedere la superficie originale sulla quale  sarebbe stato deposto il corpo di Cristo” notava Fredrik Hiebert, archeologo della National Geographic Society partner del progetto del restauro del Santo Sepolcro iniziato nel maggio scorso.

L’equipe greca responsabile del progetto di restauro  lavorerà fino all’inizio del 2017.  Durante questo periodo il gruppo National Geographic effettuerà un documentario sull’evento che dovrebbe essere realizzato nel mese di novembre

Vivien Laguette et Myriam Ambroselli

 
 
                                                                            

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